Breve Viaggio della Bambina Samurai

Quattro dei sedici frammenti che compongono questo breve racconto apparso nell'antologia Fantastic-Zen Vol I per Edizioni Diversa Sintonia (per ulteriori informazione cliccare qui)



(Haiku)
La Bambina Samurai inginocchiata di fronte al falò.
Scruta analizzando il divampare scomposto delle fiamme in cerca di presagi da decifrare. Messaggi occulti che scompaiono in brevi istanti.
La notte nella sua pienezza l'abbraccia soffiandole sulla nuca l'alito ancora debole dell'inverno, toccandola con il brivido ruvido d'un amante.
Per un momento fissa il vuoto davanti a sé e traccia pochi segni d'inchiostro sulla porosa carta bianca stesa al suolo.

Nascoste nella
Poca neve sbiadita
Rose dormienti

Poi si corica, protetta dal ritmico crepitare del fuoco, liberando sogni fino al giungere dell'alba.


(Turbamento)
La Bambina Samurai fissa il sole allo zenit.
La luce opaca la investe, riverberando sulle spighe premature dei campi che la circondano. L'orizzonte è vuoto, tagliato solo dalle ombre dei monti lontani. Il vento soffia, non muto, scuotendole il lungo vestito.
Sorride a occhi socchiusi fissando il sole allo zenit, mentre il canto del vento l'affonda ancor più nei propri pensieri.
Poi, d'improvviso, nere nubi di tempesta si radunano sui passi di montagna.
Presto arriverà la pioggia.


(Sentiero di Petali)
La Bambina Samurai sogna sotto un mandorlo.
Distesa su di un prato, nel seno di una nuova e incosciente alba, dorme profondamente. Poca brina riluce sugli steli d'erba verde smeraldo. Nessun uccello mattutino disturba il suo riposo, un silenzio plumbeo grava sull'aria.
Petali bianchi che scendono come delicati cristalli di neve. Soavemente le accarezzano i capelli  cadendo al suolo. Un candido circolo si forma attorno alla sua figura immobile. Fuoco bianco, profumo di mandorlo: il precoce segnale di una primavera ancora troppo lontana.


(Cammino al Silenzio)
La Bambina Samurai tagliata in due dall'oscurità.
La luna piena velata da sottili nubi, abbracciata da un alone metallico, raggela la foresta. I lunghi fusti di bambù congelati, immobili, nell'aria tersa, ignorano la sua presenza. Non un suono, né un movimento. Solo il suo respirare.
Sebbene di poco, la propria ombra la precede sul sentiero tentando invano di allontanarsi. Il passo si fa via via più rapido e forse lo sconforto o la paura la debilitano. Ma lei scaccia ogni dubbio e, ricollocato ogni pezzo della sua mente, chiaro le si manifesta l'unico cammino praticabile.

2 commenti:

  1. Che bello questo racconto!!! :)

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  2. Troppo gentile! Lo avevi magari già letto per intero sull'antologia?Perché sennò tocca rimediare in qualche modo... :)

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