LA PROFONDITÀ inesausta
delle mani in opera
sui volti nostri sovrapposti
di lato e di continuo.
L'obolo per il traghettatore
sempre in tasca luccicante.
Prendilo tu, ti dico,
con questo profumo di tristezza
dalle mie mani.
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LE DITA ch'accarezzano
le pareti spoglie della memoria
e l'occhio nomade tra accenni
di sentieri interrotti.
La mano tradisce la mano,
il centro elude il centro.
E paziente il mondo si sgretola
dietro di noi, dove
le rose gridano per nascere
sebbene non sia promessa loro
alcuna dimora.
("Hier wohnen wir nicht")
le pareti spoglie della memoria
e l'occhio nomade tra accenni
di sentieri interrotti.
La mano tradisce la mano,
il centro elude il centro.
E paziente il mondo si sgretola
dietro di noi, dove
le rose gridano per nascere
sebbene non sia promessa loro
alcuna dimora.
("Hier wohnen wir nicht")
COME un filo il tuo respirare lento.
Tesa guida nel buio
che sondo cercando la linea
dove si frange l'ombra
continua della notte.
Il tuo profilo non visibile
come margine o limite.
Frontiere i nostri corpi
tra le solitudini del mondo.
Un ponte la mano, l'occhio, irrorati
da quale sangue?
Volo breve nel tuo crepuscolo
anzi la veglia.
(albada)
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